1° grande viaggio: Costa Rica 2011

Quanto tempo ti rubo? 7-8 minuti. Ciao ragazze! Anche a me piace viaggiare in solitaria e ho iniziato proprio in Costa Rica. Chi ha detto: “A renderci forti non è il resistere, ma il lasciare andare?”. Guardate io questo proprio non lo so. Forse l’ho letto casualmente su internet da qualche persona e non ricordo. Aiutatemi magari voi, altrimenti pazienza. Venendo a noi.

Essendo stato il mio primo grande viaggio, ho preferito farlo con l’appoggio di un’agenzia che si chiama “Project Abroad”. Molto seria ed affidabile. Loro praticamente mi hanno messo in contatto con una famiglia del posto e sono stato un mese loro ospite.

Pura Vida è il motto della Costa Rica e questo è il tatuaggio che mi sono fatto alle caviglie

Adesso, a distanza di 8 anni e di tanti viaggi in solitaria, sto organizzando il progetto “Te Araroa” interamente da solo, una bella ammazzata ma mi sta dando delle soddisfazioni enormi. Se sei curiosa, puoi leggere sia la presentazione di questo percorso di 3000km che mi aspetta e sia il progetto che è nato casualmente. Così ti farai anche un’idea di quanto ho da fare e di quanto l’esperienza mi abbia fatto acquisire sicurezza e tutto il resto!

La famiglia era composta da madre, padre e due figli su per giù miei coetanei. La madre è entrata di diritto tra le 5 persone eccezionali che io abbia mai conosciuto al mondo e non poteva essere diversamente. Infatti in quel mese del Costa Rica sono successe alcune cose veramente particolari e rilevanti. Forse il mio premio per aver azzardato così tanto?

Parte della splendida famiglia in Costa Rica con la quale ho avuto il piacere di passare un mese della mia vita!

La prima riguarda il fatto che questa Grande Donna ha perdonato l’assassino di suo figlio. Pentito, il giorno dopo e quindi prima di andare in carcere, si presentò disperato a casa di Cecilia. Lei lo vide e dopo alcune parole dette da quest’uomo, lo abbracciò dicendogli di averlo già perdonato.

Ricordo che Cecilia mi raccontò questa storia seduti fuori casa sulle nostre sdraie in un’atmosfera così calma (e così lontana da casa e dalla mia gente) che sembrava quasi surreale. In Costa Rica la vita “scorre” diversamente. Me la raccontò con una lucidità disarmante e fu quello il momento in cui capii che se lei aveva fatto ciò, io potevo fare cose incredibili!

Da quel momento in poi ho sempre pensato che quello era stato un dono che mi ero guadagnato grazie al “coraggio” di aver affrontato un viaggio da solo senza conoscere nessuna lingua, senza aver mai preso precedentemente l’aereo e senza aver pianificato molto ma solo con l’appoggio dell’agenzia.

Quest’ultima mi ha trovato semplicemente questa famiglia in Costa Rica e la scuola dove sarei andato a spendere –per scelta- il mio tempo! Due anni dopo mi ritrovai in Messico, nella sperduta giungla messicana e mi tornò utile il mese in Costa Rica, sia per l’esperienza di viaggio che per la lingua!

Le sedie dove mi raccontava le sue storie e dove si passava il tempo a parlare in totale tranquillità!

A proposito di scuola, vi racconto quest’altra –rilevante- cosa: avevo deciso di fare quello che la maggior parte delle persone chiama “volontariato”. Anche io lo chiamavo così ma poi, a seguito di quel che sto per raccontarti, ho cambiato denominazione.

Un giorno, una ragazza mi avvicina e nella sua lingua madre, lo spagnolo, mi dice: “Bravo è! Per colpa tua e di tutti quelli come te…io la mattina sto a casa aspettando che squilli quel telefono e non squilla quasi mai!”. Non mi feci persuadere perché la mia coscienza non si sentì sporca. Continuai a sentirmi bene ma da allora non lo chiamo più volontariato ma lo reputo semplicemente un interesse personale come tanti altri.

Le persone si potrebbero aiutare anche a 2 metri da casa. Non ci devi arrivare in Costa Rica per aiutare i poveri bambini a scuola. Però se io l’ho fatto è perché ho l’impulso al viaggiare e quella è stata solo una cosa secondaria che tuttavia ha contribuito a farmi star meglio con la mia coscienza soprattutto in fase di progettazione

I bambini della mia classe e l’insegnante che mi ha “rimproverato” del volontariato

Tornaimo al concreto. Questi bambini appena mi videro rimasero molto stupiti del fatto che io portassi delle scarpe della nike e dei calzoncini adidas per fare sport, loro –mi dissero- non li avrebbero mai rovinati in quel modo anche perché purtroppo non potevano permettersi niente del genere.

Non avevano né televisione né logicamente internet. Inoltre un volontario internazionale capitava molto raramente. La scuola si trovava a una mezz’oretta da Liberia e le persone vivevano (e vivono tutt’ora) in condizioni di seria povertà. La Costa Rica non navuga nell’oro ma ho incontrato veramente tanta dignità e gioia di vivere (negli Stati Uniti, personalmente, ne ho incontrata un po’ meno). Paradossale sembra.

A scuola mangiavano una manciata di riso (e anche io) e quando tornavo la sera a casa ero sempre molto affamato. Non è stato semplice stare tutto il giorno al campo sportivo con 40 gradi e con una flotta di nanetti urlanti e in più tante volte mi sono sentito fuori luogo perché non padroneggiavo la lingua spagnola e la comunicazione (ad esempio con la direttrice della scuola) era sempre difficoltosa e spesso neanche ci si capiva bene.

Costa Rica

Fate finta che questa è la scuola e lui il bidello. M’ero stufato de cercà, che te frega dai! In realtà lui è il padre di famiglia e quella la casa dove sono stato per l’intero mese.

Quando la sera tornavo a casa (spesso zuppo di acqua) non avevo la possibilità neanche di una doccia calda semplicemente perché a casa non c’era. Ma ci si abitua a tutto. Tuttavia, quanto all’educazione, mi sono fatto l’idea che i genitori non si facciano molti scrupoli a maltrattare i figli.

Un giorno perdemmo la semifinale del campionato studentesco. Il padre del portiere (reo di aver fatto una papera che ci ha portato alla sconfitta) se lo è letteralmente mangiato. Una scena agghiacciante che ha fatto piangere anche la direttrice della scuola che non è neanche potuta intervenire per salvaguardare la propria incolumità fisica.

Lì dentro c’è il bagno di casa (non troppo ospitale)

Adesso voglio raccontarti l’ultima cosa che mi ha colpito della Costa Rica. Sono andato nei mesi di luglio e agosto e quello è il periodo delle piogge. Non una pioggerellina qualunque. Veri e propri acquazzoni. Logicamente la popolazione era costretta a staccare il generale della corrente. Non essendoci elettricità non si potevano usare computer, consolle e altro del genere. Né tantomeno si poteva lavorare all’aperto. Risultato: l’unico passatempo era la persona.

Ebbene sì, se volevi passare tempo (a parte dormire e leggere qualche ora) dovevi “rifugiarti” nella persona. E questa cosa l’ho ritenuta magica. Casualmente magica direi. Si era “costretti” a stare insieme.

Quindi quando iniziava a piovere ci mettevamo lì fuori, con le nostre sdraie e ci facevamo grandi chiacchierate. Era bellissimo. Della Costa Rica mi è rimasto soprattutto questo ricordo di totale relax e di zero stress. Tra l’altro l’intero mese ho condiviso la stanza con un ragazzo francese che a distanza di 7 anni ancora sento. Una vita più genuina, più semplice e con più possibilità di interagire.

Vero è che stanno molto indietro rispetto a noi ma non muoiono di fame e se vogliono bere una birra ogni tanto, possono fare anche quello. La foto seguente lo dimostra!

I miei Fratelli Costa Ricensi

Se quindi questo vuol dire “stare indietro” bèh…io un pensierino ce lo farei. Inoltre, in Costa Rica non hanno neanche l’esercito. Forse sarà la conseguenza di una vita più genuina…più semplice e più a portata di essere umano? Non lo so. Dovremmo fermarci e rifletterci un pochino tutti quanti.

Questo primo viaggio per me fu quindi illuminante, è esattamente da lì che nacque il mio grande amore per il viaggiare e soprattutto per il viaggiare in solitaria.

Uno dei più bei ricordi è la pagina di diario (la mia agenda personale dove scrivo sempre) con su scritti gli auguri per il mio 30esimo compleanno (che festeggiai lì) in 3 lingue diverse ovvero da 3 persone che parlavano: francese, inglese e spagnolo. E anche questo è per me uno dei sensi del viaggio, l’incontro internazionale. Condividere serate con persone da buona parte del mondo è una cosa bellissima quanto magica. E forse io ho bisogno anche di questo nella vita!

Gli auguri in 3 lingue diverse per i miei 30 anni

Vi lascio con un consiglio: se capitate in Costa Rica, andate a “Playa Tamarindo”. Fidatevi. Un paradiso. Tre estati dopo mi girai tutta la Sardegna e la Costa Rica sta quasi a quei livelli. Ma questo solo perché io amo l’Italia e nessuno mi toglierai mai dalla testa che è il paese più bello del mondo e ci sono le persone più belle del mondo. Punto.

Sette anni fa era quasi incontaminato, ora credo la globalizzazione sia arrivata anche lì, ma credo ancora ne valga la pena! Ciao belle!

Ricordati della casa a colori e della raccolta fondi. Se credi che contribuire ti faccia stare piuttosto meglio che peggio, allora fallo dato che è facile e sicuro. Clicca qui https://www.retedeldono.it/it/iniziative/ass.-genitori-oncologia-pediatrica-agop/giulio.testa/te-araroa-un-mondo-a-colori

 

2 Comments

  1. ปั้มไลค์ Novembre 11, 2019
  2. Giulio Ottobre 29, 2018

Leave a Reply

Pin It on Pinterest